Gli Attori > Pasquale Altavilla

 


Con De Angelis

Pasquale Altavilla, per la sua bravura, per la sua dedizione e per il suo estro va annoverato fra i più grandi uomini che abbiano mai calcato le scene teatrali. Attore, mimo, commediografo, ballerino, musicista, autore di bellissime canzoni e cantante fu definito da Salvatore Di Giacomo come: L'ultimo signore della scena popolare partenopea. Altri importanti cultori d'arte ebbero a dire un gran bene di questo grande uomo, come Paul De Musset che, nel 1843, nel visitare il teatro San Carlino lo vide recitare e di lui disse:...il più interessante di tutti é l'autore attore Pasquale Altavilla, anima e sostegno del San Carlino. Altavilla nacque a Napoli il 6 dicembre del 1806, egli era un uomo estremamente buono, ma non stupido, religioso, ma non bigotto, incapace di fare del male e di concepirlo, mai scortese e sempre disposto a far da paciere in un ambiente, come quello teatrale, ove le invidie e le cattiverie erano pane quotidiano. L'Altavilla calcò le scene del teatro San Carlino per oltre 46 anni, allorché per l'invidia degli altri attori, alla testa dei quali si era posto Antonio Petito, ne uscì in malomodo, anche se a testa alta. Immediatamente dopo, in compagnia con Davide Petito e Luisa Amato, furoreggiò al teatro Sebeto, allora in decadenza, riuscendo a fare una spietata concorrenza al teatro di piazza Castello, e l'allora impresario Giuseppe Luzi, figlio del 


Frontespizio 1849

grande Silvio, pentitosi di essersi privato dell'Altavilla, provò, senza riuscirci, a farlo ritornare al San Carlino. Pasquale Altavilla o Zì Pascale (come lo chiamava affettuosamente Eduardo Scarpetta) era il commediografo del momento, dell'attualità. La maggior parte delle sue commedie prendevano spunto, come del resto quelle del grande Giancola, dai fatti che accadevano giorno per giorno. In città s'inaugurava una nuova panetteria ? Ed ecco che dalla penna di Zì Pascale nasceva: La folla pe lu pane Francese, si apriva un Bar ? E giù l'Altavilla a scrivere la commedia: Lu café di Europa e così via; se s'inaugurava la ferrovia, ecco: L'apertura de la strada de fierro da Napole a Castiellammare. Le sue commedie stampate furono 110, ma ne scrisse sicuramente di più, e tutte pubblicate dalla Tipografia de' Gemelli tra il 1849 ed il 1853 e portanti la dedica al principe di Salerno (erano ben noti i forti sentimenti borbonici di Pasquale Altavilla). Per Zì Pascale scrivere una commedia era né più né meno così: 
Acchiappa 'na guappa posizione da dinto a 'na commedia te nce cucche 'ncoppe, accummiense a ppenzà la musa porzì te soscia, e ttu vaje npoppa co l'argumiento, l'equivoce, li sospensione de la scena. 
Pasquale Altavilla morì il 2 agosto 1875 cadendo per le scale nel mentre, per la sua troppa cortesia, era intento ad ascoltare una signora che gli richiedeva un palco per lo spettacolo della sera. Al suo capezzale addolorato ed in lacrime Antonio Petito, mentre Giuseppe Maria Luzi tentava invano di ottenere il perdono, ma il povero Zì Pascale ormai incosciente, si spegneva, umilmente, così come era vissuto.

 

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