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Gli Attori > Oscar Di Maio |
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Oscar Di Maio iniziò a recitare alla scuola del padre, Gaspare, al teatro
San Ferdinando, avendo come maestri anche lo
Stella, il Pironi ed il Concialdi.
Dopo aver preso parte a molti lavori, sia come attore
che come autore, ebbe la sua consacrazione, sempre al teatro
di Pontenuovo con il suo capolavoro: Napoli canta ! Italia
mia, Italia bella.
La formidabile rivista patriottico musicale in cinque atti
e quattordici quadri, vedeva in cartellone nomi quali Federico e Vincenzo
Stella, Clara e Armando Belmonte, Eduardo
Minichini, Gilda e Giulietta Pellizzi, Crescenzo Di
Maio, Margherita Parodi, lo stesso Oscar e poi
ancora Farinati, Concialdi, Starace e Altieri e le musiche
erano del maestro Carlo Fanti.
Nel 1921 Oscar partecipò sia come fondatore che come autore
attore alla compagnia di sceneggiate Cafiero e Fumo, ma egli
fu soprattutto un profondo conoscitore di cose teatrali e la
sua biblioteca, poi distrutta dai bombardamenti, era
una vera miniera di testi antichi e moderni.
Oscar Di Maio fu il precursore della sceneggiata, di quella
che discendeva dal vecchio melodramma francese Drame
melé de musique dei primi anni della restaurazione.
Alla stregua degli Altavilla, dei Marulli, traeva ispirazione
dalla vita quotidiana, tanto ricca di originali eventi e
dalle canzoni in voga, ma molto spesso le musiche venivano
scritte dopo la stesura del testo ed adattate alle trame.
I suoi lavori deliziavano il pubblico di numerosi teatri,
dal San Ferdinando al Nuovo, dall'Apollo al Trianon, al
Bellini, all'Italia e persino al Politeama.
Il Di Maio, inutile dire, amava molto il suo lavoro.
Scriveva infatti due e pure tre sceneggiate al mese, spesso
di notte e anch'egli come Antonio
Petito, Angelo Musco e Agostino Clement morì in teatro.
Era la sera di un venerdì del 12 settembre '47 quando
Oscar Di Maio, che stava seguendo da dietro le quinte del
teatro Apollo la rappresentazione della sua ultima
fatica Uno che torna, fu colto da sincope.
Trasportato d'urgenza all'ospedale degli Incurabili, vi
morì dopo appena tre ore. Lasciava così la moglie Margherita
Parodi e i figli Eduardo, Gaetano, Maria ed Olimpia.
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