Gli Attori > Antonio Ferrante


Antonio Ferrante nasce a Napoli il 15 maggio 1942. Inizia la sua attività artistica come attore nella Compagnia Stabile del teatro Sannazaro di Napoli. Qui, al fianco di attori del calibro di Luisa Conte, Enzo Cannavale, Ugo D'Alessio, Pietro De Vico ed Enzo Turco, Antonio Ferrante affila la sua tecnica recitativa, "ruba" il mestiere e riesce ad imporsi per la sua presenza e la sua poliedricità. Antonio, ha padronanza di scena e sente il profumo delle tavole del palcoscenico sempre più forte. Le sue doti ne fanno un punto fermo della Stabile. La grande occasione gliela offre Eduardo, Ferrante, viene scritturato per lavori in teatro e in televisione (sobrio e senza scollacciature il personaggio del brigadiere De Gennaro in "Uomo e Galantuomo"). L'esperienza di Antonio Ferrante si arricchisce con la partecipazione a "Masaniello" con la regia di Armando Pugliese, "Pescatori" con Mariano Rigillo e "Pene d'amor perdute" per la regia di Parodi. Ritorna di nuovo con Eduardo in "Bene mio, core mio" nella parte di Filuccio. Con Luca De Filippo reinterpreta "Uomo e galantuomo", questa volta nel ruolo di Alberto De Stefano, che era già stato di Luca. Ferrante si cimenta anche nel cinema (Il camorrista) e nella televisione, dopodiché rivolge tutte le sue attenzioni alla regia. Esordisce con opera buffa magistralmente scritta e musicata da Ernesto Murolo ed Ernesto Tagliaferri dal titolo "Un'ora al San Carlino", con Angela Pagano e Rino Marcelli. E' poi la volta di "Compiuter" di Michele Serio, "Niccu Furcedda" (in dialetto salentino), di Girolamo Bax al Festival di Benevento per la ricerca dei dialetti perduti , "ed "I due gemelli napoletani" tratto dai Menecmi di Plauto, scritto ed interpretato da Tato Russo. Dirige, con bravura ed occhio critico, Gigi Reder in: Come si rapina una banca, di Samy Fayad, Le pillole di Ercole di Hennequin - Bilhaud, Quaranta ma non li dimostra di Titina e Peppino De Filippo, avvalendosi anche della partecipazione di Enzo Garinei. Per Giacomo Rizzo dirige "Non è vero ma ci credo", di Peppino De Filippo e per Rosalia Maggio e Gigio Morra, dirige "aspettando il regista". Ma l'attività di regista, sia pure impegnativa, non ha impedito ad Antonio Ferrante di dedicarsi anche all'insegnamento della "tecnica della recitazione" presso l'Università popolare dello spettacolo di Napoli e di impegnarsi , artisticamente e socialmente, per i ragazzi di Nisida, per i quali ha scritto e messo in scena (dai giovani di Nisida) un lavoro teatrale. Ulteriori esperienze significative, Antonio Ferrante, le ha avute, sia in televisione che in teatro, con Vincenzo Salemme. Dal 1988 dirige con Marzio Onorato l'Accademia di Teatro di Napoli, la cui segreteria è sita in piazzetta Eritrea n. 3 (081/663378).
 

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