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Gli Attori > Rino Marcelli |
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Rino Marcelli, il cui vero nome é Alberto Servo, é un figlio d'arte (i genitori Ernestina Fischetti, e Vincenzo Servo furono bravi caratteristi al fianco di Viviani, Di Maio, etc). Come quasi tutti i figli d'arte calca il palcoscenico per la prima volta ancora bambino, addirittura all'età di 6 anni e, poco più che grandicello, è già protagonista nella "Compagnia dei ragazzi Rossaldo e Biancaneve". Già dagli albori della sua carriera si intravedevano le caratteristiche peculiari del suo essere artista: la "poliedricità e l'eclettismo" e, non a caso, il suo essere attore, ballerino, cantante trova espressione completa nella forma di spettacolo forse più adatta per un artista come lui - L'Avanspettacolo -. Egli percorre artisticamente tutto il periodo d'oro dell'avanspettacolo, fino al lento tramonto di questo genere, in decenni di successi a fianco dei "miti del genere" (Trottolino, Beniamino Maggio, De Vico, ecc.) ma la consapevolezza di essere non solo uno straordinario fantasista, ma un ottimo attore, nasce dall'incontro Mico Galdieri che lo dirige al fianco di indimenticati protagonisti del teatro napoletano (Dolores Palumbo, Geppino Anatrelli, Carlo Taranto, ecc) in altrettanto indimenticati lavori (Notà Pettalone, La Gnoccolora, Capitan Fracassa, ecc). Da allora la sua carriera è un crescendo di soddisfazioni e successi, dalle esperienze televisive (ricordiamo il ciclo: "Una voce una donna" a fianco di Marina Pagano) fino all'incontro con il grande Roberto De Simone. In nove anni egli è protagonista di 15 suoi lavori, ne ricordiamo solo alcuni: La gatta cenerentola, L'opera buffa, Il bazzeriota, Il malato per apprensione. In questi anni riceve vari premi e riconoscimenti sia all'estero (Edimburgo, Berlino) che in Italia (ricordiamo i premi di "Oplonti" e di "Settembre al borgo" insieme a Valeria Moriconi). Ma in questi anni ogni tanto si distacca brevemente dal Maestro per mietere ulteriori successi. Nel 1990 è protagonista con Carlo Giuffrè in "Miseria e nobiltà", un vero e proprio trionfo in tutta Italia, che gli valse il primo premio Biglietto d'oro, mentre il secondo arrivò puntuale sull'onda del successo nel "L'amico di papà" al fianco di Luigi De Filippo. Nell'estate del 93 porta in giro un recital, che insieme a Rosalia Maggio lo vede ripercorrere il teatro napoletano degli ultimi 50 anni. A settembre dello stesso anno, invece, è protagonista del - festival teatrale di Caserta Vecchia - nella "Bottega del caffè" di Goldoni. Comincia quindi una serie di esperienze che lo vedono impegnato anche come regista nel 1994 in una scarpettiana "Madama Sangella". Nel 1995 al festival di Todi riportando la vecchia "Sceneggiata" con Mario Merola. Nel 1996 insieme ad Isa Danieli ripropone "Avanspettacolo" evento artistico che inaugura il nuovo "Teatro Totò" di Napoli ancora poi "La gatta cenerentola" e nel 1998/1999 un intensa interpretazione al fianco di Giuliana De Sio in: "Notturno di donna con ospiti" di Annibale Ruccello. La stagione 2000/2001 lo vede impegnato da protagonista in due interessanti allestimenti: "Il morto sta bene in salute" con Enzo Cannavale e "Lacrime napulitane" con Geppy Glejieses e Mirna Doris. |
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