Gli Attori > Pasquale Martino

 


Con Nino Taranto

Pasquale Martino nasce a Napoli nel 1906 in una famiglia di teatranti, il nonno impresario del teatro San Ferdinando gli permette di calcare le scene la prima volta all'età di tre anni nella compagnia di Federico Stella. All'età di quattordici anni sostituisce il buttafuori nella commedia "Tore 'e Crescienzo" cavandosela egregiamente, ma è solo all'età di quindici anni che gli viene affidato un ruolo di attore nell' "Otello". Successivamente lavora con De Muto e poi con Calace, due pulcinella che avevano due modi differenti di recitare; il primo con una recitazione svelta, da pazzariello, il secondo con una recitazione più calma e pacata. Di maestro in maestro passa poi alla scuola di Girolamo Gaudioso. L'impatto con la sceneggiata avviene all'età di diciassette anni nella compagnia di Cafiero-Fumo, ed è proprio durante gli spettacoli in provincia che sostituisce il generico primario che, per motivi personali, abbondona la compagnia. Nella Cafiero-Fumo lavora al fianco di attori destinati a diventari dei grandi del teatro, quali: Titina De Filippo, Amedeo Girard e Tina Pica. In giovane età conosce la moglie, Giulia Pellizzi, anch'ella attrice nella compagnia Cafiero-Fumo, imparentata coi Parodi e Di Maio, e la sposa nel 1930 durante le rappresentazioni de "'E Pentite" Successivamente passa al Fiorentini con la compagnia di Tecla Scarano, ed è durante la rappresentazione di "Mafia", di Libero Bovio che viene notato da Luisella Viviani, con la quale inizia a girare l'Italia nei migliori teatri, ricevendo consensi e complimenti per le sue interpretazioni soprattutto da Roberto Bracco. Su segnalazione di Tina Pica entra nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, dove l'approccio non fu facile, ma in seguito alla sua interpretazione in un lavoro in lingua rappresentato al Bellini, riceve i complimenti di tutta la compagnia che gli garantiscono di essere scritturato da Raffaele Viviani. Con gli anni si era specializzato nel ruolo di cattivo, attingendo molto dal Pironi, il cattivo per eccellenza, suo grande maestro. Per motivi familiari non vuole allontanarsi da Napoli e rifiuta le offerte più allettanti pur di rimanere vicino alla sua famiglia. Negli anni cinquanta, precisamente dal dal 1952 al 1960 entra nella compagnia di Nino Taranto, con la sceneggiata "Luna Rossa". Viene notato da Luigi Zampa, ed ha inizio così la sua carriera cinematografica, che lo porta in Francia con due films della serie di Angelica nel ruolo dell'alchimista. E', poi, la volta di "Processo alla città" con Amedo Nazzari, nel ruolo del delegato, poi incontra Germi con il film Gelosia, Cronaca di un delitto e così via. Dopo il cinema Pasquale Martino prende la decisione di dedicare un po' di tempo ai cantanti napoletani quali Da Vinci e Trevi che sicuramente gli devono qualcosa prima come capocomico e poi come direttore artistico. All'età di 78 anni decide di ritirarsi dalle scene, e lo fa senza rimpianti, "Ho avuto uno stile che mi dispiace non essere riuscito a trasmettere ad altri" dice il Nostro, "Ecco, il mio cruccio è proprio questo, non so a chi passare il testimone, purtroppo non lascio niente, ma tutto sommato sono contento di quello che ho fatto". Muore a Napoli nel 1993 lasciando un grande vuoto non solo nel cuore di quanti lo conobbero.

 

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