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Enzo Moscato

Enzo Moscato é da considerarsi, senza tema di essere smentiti, il faro, il punto di riferimento, o come dicono altri, il capofila della nuova drammaturgia napoletana. Volendo evitare la lunga sequela di premi e titoli vinti da Enzo Moscato, ci piace di più evidenziare il suo percorso artistico che ha unificato in un sol credo lingua e idioma di ieri e di oggi, traendone un linguaggio audace, aggressivo ed universale. Il Teatro di Moscato è un teatro fatto di poesia che incide il tessuto partenopeo in tutte le sue forme, dalle più semplici a quelle più complesse. I suoi lavori: Embargos (premio Ubu 1994), Rasoi (premio della Critica italiana, Biglietto d'oro Agis), Festa al celeste e nubile santuario, Pièce Noire, Occhi gettati, Cartesiana, Partitura, Mal-d'-Hamlé , Recidiva e Lingua, carne, soffio, sono il risultato di uno studio approfondito, segnato da un grande sacrificio. Premio Riccione-Ater, premio Ubu nell'88 come nuovo autore, Oscar della radio italiana e primo premio al Festival internazionale di Radio Ostankino (Russia), ha tradotto Ubu re di Alfred Jarry, e ha lavorato anche nel cinema con Mario Martone in Morte di un matematico napoletano (1992), con Pappi Corsicato in Libera (1993), e con Raul Ruiz in Il viaggio clandestino (1993).
 

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