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Gennarino Palumbo
(Publifoto)

Gennarino Palumbo nacque a Napoli il 10 ottobre 1931 da Aurelio e Concetta Fruilo. Appartenente a famiglia agiata, gennarino era il secondo di quattro figli (Salvatore, Elvira e Guido), molto legato agli affetti familiari, a soli otto anni era considerato enfant prodige. Il Nostro iniziò molto presto ad esibirsi in pubblico (cantava nel coro della parrocchia e meditava la vita clericale) tanto che, risultato il migliore del gruppo I teatranti in erba di Zietta Liù, per Lui si spalancarono le porte dello spettacolo. I suoi inizi lo videro mattatore negli spettacoli di varietà, come attore e come cantante, con personaggi di spicco. Ancora giovane andava in tournee con cantanti quali Claudio Villa e Luciano Tajoli (tanto per citarne qualcuno) e, purtroppo, fu proprio in una di queste tournee che Gennarino ebbe dei problemi alle corde vocali che gli impedirono, in futuro, di svolgere appieno la carriera del cantante. Ritornato a Napoli riprese l'avanspettacolo con un ritmo travolgente ed a volte esasperante con tre spettacoli al giorno in compagnia con Rosetta Dey e Maria Paris.
Attore completo, versatile, spumeggiante riusciva con la massima naturalezza a vestire, con innata maestria, ruoli dai diversi connotati; era comico, poi drammatico, poi istrionico, ingenuo, tagliente, satirico, era grottesco ed era un gran mimo. Per queste sue strabilianti doti non poteva non essere notato da Eduardo De Filippo che lo volle con se. Nel 1954, Gennarino, era applauditissimo interprete in "Palummella zompa e vola" che inaugurò il nuovo teatro San Ferdinando di Eduardo. Per oltre vent'anni é durato il sodalizio con Eduardo che lo utilizzava sia come generico primario, sia come caratterista e, con il maestro, Gennarino é diventato attore completo. Mico Galdieri ebbe a dire di Gennarino: "Era un grande attore e non lo sapeva neanche lui". Con Galdieri, Gennarino Palumbo in compagnia con Gianrico Tedeschi, Ugo D'Alessio e Giustino Durano, mise in scena: Commedia della Pignatta (Plauto), Tabernaria (Della Porta), ed altre ancora.


Gennarino Palumbo

Palumbo ha lavorato, trovando sempre il modo di farsi valere, in televisione con Taranto e Rascel. Per circa tre anni ha mietuti successi al Sannazaro nella compagnia di Luisa Conte e Nino Veglia con D'Alessio e Pietro De Vico. Sia pure con delicatezza, Gennarino, affrontava i classici (come Anfitrione, messo in scena a Pompei con Antonio Casagrande) con grande rispetto ma anche con un tocco impercettibile di modernità, con quel fare che solo un attore dotato di mirabili virtù recitative e dai ritmi serrati ed inimitabili può fare. Negli ultimi tempi, Gennarino, aveva incontrato il Maestro De Simone, che gli aveva affidato il ruolo di Mimì di Montemurro in "Festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani; Sergio Lori, dalle colonne del quotidiano Roma scriveva: "...Gennarino Palumbo, come sempre bravissimo, impersonava molto brillantemente, con spigliata e comunicativa vivacità quel personaggio" rammaricandosi, più tardi, "... la fretta e lo spazio avaro c'impedirono di aggiungere i tanti altri aggettivi di elogio che avrebbe pur meritato". La commovente descrizione dell'adorata sorella Elvira, traccia un quadro umano dell'attore di rara intensità e scevro da manierismi e voglia di apparire, Gennarino non metteva in mostra la sua mercanzia, egli la vendeva ogni giorno al mercato dell'umiltà e dell'amore verso il prossimo; mai litigioso, ma sempre pronto al compromesso, poco sembrare molto essere, il suo essere uomo era contornato da rara eleganza e spontaneità. Durante il natale del 1979, Gennarino Palumbo per l'acutizzarsi del male che lo aveva colpito anni addietro, fu costretto a interrompere le repliche di "Festa di Piedigrotta" per ricoverarsi al Policlinico Vecchio, nel quale esalerà l'ultimo respiro alle 7, 30 del 9 gennaio del 1980, a soli 48 anni. Il vuoto lasciato nel mondo dello spettacolo e fra quanti (ed erano tantissimi) gli hanno voluto bene ed ancora gliene vogliono, é di quelli incolmabili. A Gennarino non é riuscito di invecchiare accanto alla adorata Elvira, ma resterà sempre giovane e d'esempio nei cuori di tutti.
 

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