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Mario Scarpetta

La famiglia Scarpetta, forse la più grande tra le famiglie teatrali napoletane. Capostipite Eduardo Scarpetta, poi i figli: Vincenzo Scarpetta, Maria "Mascaria" Scarpetta, Eduardo, Peppino e Titina De Filippo; poi i nipoti: Luigi e Luca De Filippo; ed infine il pronipote Mario Scarpetta.
Mario Scarpetta nasce a Parma il 4 dicembre del 1953 da Eduardo Ufficiale dell'aeronautica che ha preferito l'azzurro del cielo al palcoscenico (era figlio di Vincenzo e nipote di Eduardo). 
Dalla sua vita di adolescente nulla lascia presagire quello che Mario diverrà. Mario Scarpetta frequenta il liceo e poi s'iscrive alla facoltà di chimica. Teatro ? Neanche a parlarne, se si eccettua un'unica parentesi scolastica con Geppy Gleijeses suo compagno di classe. Ma l'aria del teatro la respirava da quando fu concepito, la sua casa era un santuario del teatro, il bisnonno ed il nonno erano lì, al palazzo Scarpetta in via Vittorio Colonna, lo zio era Vittorio Viviani, figlio di Raffaele e grande storico di teatro (aveva sposato Dora Scarpetta ed abitava nello stesso palazzo); Mario era un "portatore sano" di teatro ma non lo sapeva. Come al solito, é il caso a metterci una mano, ed il caso volle che Eduardo De Filippo un giorno si recò a Palazzo Scarpetta. Eduardo era lì per problemi relativi a diritti d' autore sulle commedie di Eduardo e Vincenzo Scarpetta quando, nel giro di pochissimi secondi, con una domanda decise il destino di Mario: Ma tu vuo' fa l'attore ? Risposta: Si ! Era il 1972, quell'anno stesso Mario esordisce, come comparsa, nella compagnia di Eduardo De Filippo. Un chimico mancato ma un attore ritrovato. Il grande pubblico conosce Mario Scarpetta, nel 1975, nei panni di Pasquale Guerra ne' Li nepute de lu sinneco (registrata in televisione con Eduardo), lo apprezza nel Tuono di Marzo, lo ama in Uomo e galantuomo. La gavetta é superata, la scuola di Eduardo ha dato i suoi frutti, lavorare con attori del calibro di Isa Danieli, Nino Formicola, Nunzia Fumo, Luca De Filippo, Linda Moretti e Gennarino Palumbo ha fatto il resto: ora Mario é un attore completo. E' il momento di fare il grande passo, Mario crea una sua compagnia teatrale, in ditta ci sono l'indimenticabile Dolores Palumbo, Geppino Anatrelli e Tullio Del Matto. Il repertorio é quello scarpettiano, rivisto abilmente, da Mario, nel linguaggio ormai non più proponibile ad uno spettatore d'oggi che non comprenderebbe appieno il significato di taluni termini dell'800. Il successo non poteva non arridere al Nostro; il repertorio scarpettiano, sia pure trito e ritrito, con Mario acquista nuova verve e significato e s'impone. ancora una volta, al grande pubblico. Con questa sua scelta, Mario Scarpetta, contribuisce a smentire il Croce, il quale affermava che non esistono forme teatrali o tendenze, ma solo: «...individui dotati di genialità artistica, e questi, secondo i loro temperamenti, faranno arte comica o arte tragica, faranno ridere o faranno piangere. ...quando gli artisti veri spariscono, decade il relativo teatro».

 

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