I Miei Napoletani > Michele Galdieri


Ancora una volta ci si imbatte in un figlio d'arte, e che figlio, e che arte ! 
Figlio del poeta Rocco, paroliere, autore di gran fama, autentico signore dello spettacolo per un quarantennio (dal 1925 al 1965) scrisse un gran numero di riviste e spettacoli a partire da: L'Italia senza sole, del 1925, quando aveva appena 23 anni. Ha scritto per i fratelli Eduardo, Titina e Peppino De Filippo, Totò e Anna Magnani, Odoardo Spadaro e Lucy D'Albert, Wanda Osiris e Carlo Dapporto, Renato Rascel e Nino Taranto, Aldo Fabrizi e Paola Borboni. I suoi indimenticabili spettacoli: Strade (1932), E se ti dice va... tranquillo vai (1937); Mani in tasca, naso al vento (1940); L'Orlando curioso (1942); Volumineide (1943); Che ti se messo in testa? (1944); Imputati, alziamoci! (1945); Bada che ti mangio (1949); Chi è di scena (1954); La gioia (1963) hanno lasciato un segno indelebile. «Cave canem Galdieri. Non grida, non si avventa. Ti accarezza, ti illude con parole di miele poi quando meno te lo saresti aspettato, ti ha morso con denti aguzzi. Ha spruzzato profumo e vi ha mescolato vetriolo...». Così scrisse Leopoldo Zurlo, il funzionario responsabile della censura teatrale dal 1931 al 1943. Nel 1942 (riferisce il figlio Eugenio - egli poté far risuonare in scena per centinaia di sere, a Roma, da un oscuro vestito da `pazzarello', il grido: `Popolo, po', è asciuto pazzo `o patrone!' Gran talent scout, Michele, fu l'artefice del lancio della Wanda nazionale (Osiris). Michele Galdieri morì nel 1965, all'età di soli 63 anni.
 

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