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Salvatore Golia

Luigi Bartolomeo aveva restituito al popoloso quartiere Vicaria un teatro vivo e passionale, facendosi affiancare, nella sua opera di restaurazione e rilancio, da Salvatore Golia anch'egli impresario Don Salvatore, all'epoca, era un affermato tipografo, e gestiva una tipografia a Sant'Anna dei Lombardi. Fra i tanti lavori a lui commissionati c'era anche quello di stampare i cartelloni pubblicitari dei vari teatri Napoletani. Egli assolveva a questo suo compito nel migliore dei modi, disegnando egli stesso il manifesto, in modo talmente originale, da crearne un tipo detto alla San Ferdinando. Salvatore Golia abitava a via Miracoli, ed aveva sposato una sorella di Luigi Bartolomeo, Raffaella; questi rapporti di parentela con il Bartolomeo non avevano, purtroppo, eliminato quella ruggine che da diversi anni esisteva fra i due, peraltro nata per futili motivi. Ma fu proprio il Bartolomeo che per metterci una pietra sopra, propose al Golia di entrare in società con lui nella gestione del teatro San Ferdinando. Pace fu fatta ! Da questa riappacificazione, i maggiori benefici li trasse proprio il San Ferdinando, che si giovò dell'abilità del Golia e del suo particolare fiuto. Fu infatti proprio lui che nel 1886 scritturò Federico Stella, dopo averlo a lungo seguito nella provincia. Nel prosieguo degli anni, Salvatore Golia, comprò il teatro Rossini, pur restando sempre in società col Bartolomeo, fino alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1907. Nel corso della gestione del teatro San Ferdinando, Salvatore Golia comprò il primo giugno del 1904 da Agnese Del Prete , uno degli eredi di Enrico Del Prete, una quota del teatro di Pontenuovo, negli anni che intercorsero tra il 1904 e il 1914 egli comprò le restanti quote dagli altri eredi del Del Prete e le intestò a sua volta ai propri eredi, viventi e nascituri . Comunque, ritornando a Salvatore Golia, nel 1921 ritrovandosi a letto malato e non potendo gestire al meglio la sua grande impresa, fu costretto a vendere il teatro Rossini, ed affidare al figlio Giuseppe la gestione del teatro San Ferdinando. Dopo una lunga malattia, durata quasi un anno,il 13 giugno 1922 Golia morì nella sua casa di via Foria, lasciando la pesante eredità del teatro San Ferdinando ai suoi successori. Don Salvatore era come si suol dire, un uomo tutto d'un pezzo, fattosi da solo. E mai definizione calzò così bene su di un uomo come al Golia. Egli seppe rinverdire i fasti di un teatro raccolto sull'orlo del baratro. Polso fermo, lucidità d'intenti , rapidità di decisione accomunati a saldi principi morali ed ad un innato senso della famiglia, fecero di Salvatore Golia un uomo degno di questo nome ed un abile impresario, tanto da essere ancora ricordato con rispetto e affetto da coloro che lo conobbero.

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