I Miei Napoletani > Eduardo Minichini


Minichini nacque a Napoli il 9 marzo 1845. Il padre impiegato governativo cercò di avversare in tutti i modi la passione per il teatro che, in modo sempre più prepotente, si faceva strada nel suo animo. Fin da giovane incominciò a calcare le scene teatrali debuttando al teatro Goldoni, detto anche: Dei buffi napoletani e alternandosi in teatri minori fino a che Gennaro Falanga, impresario del glorioso teatro Sebeto, lo scritturò per far compagnia con il bravissimo Gennaro Pantalena. Eduardo Minichini restò al Sebeto dal 1873 fino al 1877, anno in cui fu scritturato al teatro Fenice da Federico Stella. Già fino ad allora aveva scritto diversi lavori, tra i quali ricordiamo: I ladri di Montsuori, Colantonio di Fiore, La sedotta, L'avvelenatrice e Gli ultimi giorni di Pompei. La vena artistica di Minichini era tale ed inesauribile, che nel corso degli anni dalla sua penna scaturirono fiumi d'inchiostro, fino a farci contare più di 400 lavori, tra commedie, farse, riduzioni dal francese, poesie e canzoni. Tra le sue più belle commedie un posto di primo piano spetta sicuramente ad opere come: Donna Marianna 'a capa 'e Napule (1898), La fondazione della camorra (1899) e Tore 'e Criscienzo (1900). Eduardo Minichini ridusse moltissimi lavori di Francesco Mastriani, e dal 1880 al 1884 collaborò strettamente con Eduardo Scarpetta e con questi collaborò anche nel 1904 alla stesura sfortunata de' Il figlio di Jorio con tutte le complicazioni giudiziarie che scaturirono dal processo intentato contro lo Scarpetta. Collaborò con diversi musicisti tra i quali Gaetano Vottis, per il quale scrisse 'A neve (1889) e L'acquaiola (1891) e con il bravissimo Vincenzo Di Chiara che musicò la canzone 'A chitarrella. Queste canzoni il bravissimo Eduardo le scrisse per la cantante Emilia Persico per la quale il Nostro nutriva grandissima stima. Eduardo Minichini formò con Federico Stella un sodalizio che, salvo brevi interruzioni, come nel 1880 (era al Mercadante) e nel 1900 (era al Varietà), durò circa 40 anni senza mai dare adito a screzi ed invidie. Il povero Eduardo morì il 5 giugno del 1918 all'età di 73 anni, lasciando la moglie Cristina Jappelli e ben 10 figli e, al pari di tanti altri grandi, nella più nera miseria.


Minichini e famiglia

 

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