I Miei Napoletani > Regina Giovanna II


Giovanna Durazzo, figlia di Carlo III e di Margherita d'Angiò, e sorella di Ladislao fù regina di Napoli dal 1414 al 1435. Nell'agosto del 1414 re Ladislao fù assalito dalla febbre alta a Narni dove si preparava a sferrare una nuova offensiva contro Roma e Firenze e morì dopo quattro giorni di dolorosa agonia in Castel Nuovo. Essendo scomunicato, il re, in un primo momento fù seppellito nella chiesa di S. Giovanni a Carbonara, in quanto il suo grandioso monumento sepolcrale, che tuttora si ammira, fù eretto per volontà della sorella, la regina Giovanna II, soltanto nel 1428. La regina Giovanna non era più giovane quando salì al trono, in quanto aveva 43 anni, e non aveva alcuna pratica di governo, essendosi sempre disinteressata delle cose di stato per dedicarsi esclusivamente ad una vita di dissolutezza e divertimenti. Vedova di Giovanni d'Austria non aveva avuto figlioli. Per indole tralasciava le discussioni di stato e si dedicava alla vita di corte, ricca di feste, giostre, tornei,cene e amori. Cominciò allora a diffondersi la fama d'una principessa tutta rivolta ai piaceri dei sensi, che si accrebbe quando fu noto a tutti il suo legame con Pandolfello Piscopo detto Alopo (cioè calvo). Assunto come coppiere, era iscritto al seggio nobile di Portanova ma correva voce che in realtà fosse solo un ex stalliere scelto dall'allora principessa Giovanna per il suo aspetto robusto e aitante. Dal momento dell'autoproclamazione a regina di Napoli, cominciò per Giovanna Durazzo un turbinoso periodo in cui le vicende storiche del reame assunsero un'irrequietezza senza pari. I baroni feudali, l'aristocrazia,l'antipapa Giovanni XXIII e le potenze straniere premevano affinchè accanto a Giovanna ci fosse un re per due motivi: primo sottrarre la regina agli accessi della vita mondana, secondo portare una volta e per tutte il regno di Napoli nell'orbita della chiesa. La scelta ricadde su Giacomo II di Borbone. Il matrimonio avvenne il 10 agosto 1415, ma la regina dovè accorgersi subito di aver acquistato un nuovo nemico, in quanto il marito deciso a prendere le redini del governo condannò a morte l'amante della moglie e sequestrò la stessa in Castel Nuovo. Il popolo si ribellò in difesa della sua regina obbligando Giacomo a rimettere il governo nelle sole mani di Giovanna II. Dopo poco un nuovo favorito prese le redini del cuore della regina e del governo, e si trattò questa volta di un uomo d'altra tempra e fermezza: Giovanni Caracciolo chiamato comunemente "Sergianni". All'inizio la polita di Caracciolo fù abbastanza valida, ma poi come Pandolfello divenne geloso di Muzio Attendolo Sforza, altro favorito della regina,e la sua politica fu tesa e caotica. In seguito a sotterfigi e maldicenza Martino V scomunicò la regina e in valore del suo dirtto di signoria sul regno di Napoli decretò che esso passasse a Luigi III d'Angiò. La regina ormai stanca delle angherie e dei ricatti a cui la sottoponeva il suo amico viveva quasi segregata in Castel Capuano e il Caracciolo ne approfittò per rafforzare ancora di più la sua posizione fino a quando il popolo ormai stanco ne decretò la morte assassinandolo il 19 agosto 1432. Nel 1435 moriva Giovanna II di Durazzo riconoscendo, nel suo testamento, come erede al trono il fratello di Luigi Renato d'Angiò. Il pettegolezzo e la calunnia fiorirono sul conto della regina seguendola come un ombra anche dopo la sua morte. Di lei si disse: Giovanna l'insaziabile, Giovanna dai cento amanti, e lo stereotipo di regina mangia-uomini è stato tramandato nei secoli. Una donna dalla vita pubblica e privata tormentata, una vita che oggi si direbbe da "stress".


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