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Matilde Serao, nasce a Patrasso nel 1856 da Francesco e Paolina Bonelly, ma solo nel 1860 (con l'amnistia concessa da
Francesco II, detto Franceschiello,
dagli emigrati napoletani) può fare ritorno in patria. I primi anni la piccola Matilde li trascorre a
Ventaroli, situata in campagna tra Sparanise e Gaeta, nella casa di alcuni parenti paterni.In questi anni rifiuta ogni forma di disciplina, ai giochi con le bambole preferisce le corse sfrenate, i salti, le capriole, ma soprattutto rifiuta lo studio. Solo all'età di nove anni,trasferitasi a Napoli con la madre, impara a leggere e frequenta normalmente le scuole fino a conseguire il diploma di maestra. Da giovanetta inizia a frequentare l'ambiente giornalistico in quanto il padre era redattore del "Pungolo", e affascinata da quell'ambiente ben presto ne entra a far parte abbandonando il suo lavoro ai Telegrafi dello Stato. Il primo bozzetto letterario, col nome di "Una Viola" è pubblicato dal Piccolo di Rocco De Zerbi con lo pseudonimo di Tuffolina. Presto il nome di Matilde Serao inizia a diffondersi, ma è solo con il secondo libro,"Dal Vero", che inizia a riscuotere un notevole
successo. Il Ventre di Napoli nasce da una raccolta di articoli narrati con semplicità e carichi di amore materno che ella prova per la plebe napoletana martorizzata dall'epidemia di colera che colpì la città nel 1884. Il suo trasferimento a Roma è di breve durata, ma le permette tre incontri che furono determinanti per la sua vita: quello con Gegè Primoli, con Febea e con Edoardo Scarfoglio. Il primo nipote della principessa Matilde, la seconda una scrittrice molto colta moglie del giornalista Luigi Lodi, e il terzo, un giornalista abruzzese, che diventerà suo marito. Al matrimonio avvenuto il 28 febbraio dell'85 a Roma il D'Annunzio con lo pseudonimo di Duca Minimo vi dedica un ampio servizio sul giornale la Tribuna. Da questa unione nacquero quattro figli maschi: Antonio, Carlo, Paolo e Michele ,in più la Serao prese in casa una bambina nata da una relazione di Scarfoglio con una ballerina francese. I primi anni di matrimonio furono anni pieni di battaglie, di opere, di libri e di amore, ma anche di liti fino alla separazione del 1904, dovuta alla natura di lei troppo napoletana, ossia: allegra, drammatica, superstiziosa,rumorosa e indisciplinata e, di contro, lui troppo volubile, tagliente e critico nei confronti della moglie. Molti sono i libri scritti dalla Serao, alcuni dei quali molto scialbi, nati solo dalla sua grande ammirazione per Paul Bourget. Solo libri come: Addio amore, Castigo, Gli amanti, sono più interessanti, in quanto descrivono la società mondana di quel secolo, e il lettore di oggi in essi può rintracciare la storia del costume dell'epoca. La Serao è ricordata non solo come giornalista e collaboratrice di molti giornali, ma anche come fondatrice del giornale "Il foglio", "Il mattino" con la collaborazione del marito Edoardo Scarfoglio, la cui nascita fu voluta dal banchiere ebreo Matteo Schilizzi. In veste di scrittrice la Serao è veramente grande quando narra della sua Napoli di Foria, dei Tribunali, quando con la sua fantasia riesce a portare il lettore in quei vicoli stretti pieni di bambini, di venditori ambulanti, dove la miseria si mischia al vizio di gente senza scrupoli,che vivono in promiscuità con nobili decaduti,
impiegati, avvocati sfaccendati, usurai e via di seguito.
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