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Pietre Miliari > Teatro dialettale d'arte |
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Agli inizi del 900 la Napoli culturale, quella del salotto di Benedetto Croce o di Ferdinando Bideri, ingaggiò una vivace polemica con Scarpetta. Dalla parte "culturale" si schierarono tutti i più grossi critici dell'epoca, da Forser a Martini, Scarfoglio, Serao, Di Giacomo, Costagliola (ma di questo si approfondirà nella pagina di Eduardo Scarpetta). Sull'onda dei successi teatrali del Di Giacomo, del Torelli, Murolo e tanti ancora di Bovio, Starace, Netti, la "Napoli culturale" portava avanti un discorso teatrale fatto di vita di tutti i giorni. Essi affermavano che il vero teatro dialettale non era quello di Scarpetta, fatto di personaggi e momenti propri di un popolo che assolutamente non era quello napoletano, il vero teatro dialettale era quello che essi solo rappresentavano, fatto di quei sentimenti di cui i napoletani andavano fieri. Il tipo di teatro auspicato da questo eccellente schieramento culturale fu denominato: "Teatro Dialettale d'Arte", la sua missione era anche quella di contrapposizione o alternativa al teatro d'importazione di Scarpetta.Uno dei capisaldi di questa rivoluzione teatrale fu sicuramente il dramma della stiratrice di Caponapoli: Assunta Spina, tratta dall'omonima novella del Di Giacomo. Questo dramma fu rappresentato per la prima volta il 27 marzo del 1909 al teatro Nuovo, sopra i quartieri dalla compagnia Stabile Molinari, diretta dall'indimenticabile e bravo Gennaro Pantalena,con la "Duse" del teatro napoletano, Adelina Magnetti nei panni di Assunta, Enrico Altieri nella parte di Michele Boccadifuoco,Carlo Pretolani (il cancelliere Funelli), Marietta Del Giudice (figlia di Raffaele Di Napoli, nella parte di Donna Emilia), Tina Somma (Bouquet), Alfredo Crispo (Squeglia), Francesco Amodio (Torelli), in più la parte di Michelina fu affidata ad una certa Francesca Vitiello, che più tardi diverrà famosa come Francesca Bertini e vestirà con successo i panni di Assunta in una sua versione cinematografica. Questo lavoro ottenne un successo che forse neppure il poeta napoletano si attendeva, al punto che "Assunta Spina" fece il giro dei più bei teatri Napoletani. I due protagonisti del dramma furono interpretati da grandi attori dell'epoca, Mariella Gioia e Francesco Corbinci, Tecla Scarano ed il bravissimo Raffaele Viviani, Amelia D'Amico e Amedeo Girard, Annetta Lazzari e Vittorio Farinati, fino ad essere tradotta in lingua ed interpretata da Vera Vergani e Ruggiero Lupi, il 17 Febbraio 1928 al teatro Manzoni di Milano. Più tardi, nel 1948, Eduardo De Filippo curò un'altra edizione cinematografica con Anna Magnani, Titina e Ugo D'Alessio. Anche se qualche critico dell'epoca, pur facente parte della corrente del "Teatro dialettale d'arte", ebbe a muovere al Di Giacomo l'accusa di aver messo in scena un testo per certi versi monco e poco attinente alla veridicità dei tempi e dei luoghi, "Assunta Spina" al pari di Mese Mariano, dello stesso autore e "I mariti" di Torelli, "Signorine" e "Calamita" di Murolo, Ha avuto il merito d'imprimere una brusca, ma salutare sterzata al teatro drammatico napoletano. |
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