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Su quello che un giorno era stato il gran teatro San Ferdinando, risuonavano i passi lenti e grevi di un uomo che, con tristezza, girovagava tra le macerie e che, dopo una lunga riflessione, decise che non poteva finire così, non doveva ! Quell'uomo si chiamava Eduardo De Filippo. Ed il 25 febbraio del 1948, nello studio del notaio Andrea Robiony, dopo una lunga trattativa con i proprietari del vecchio teatro Eduardo De Filippo lo acquistava per la somma di tre milioni. Eduardo impegnò in questa operazione tutti i guadagni di una vita dedita al teatro, ma lo fece con piacere, perchè anche se egli si apprestava ad erigere un teatro tutto suo, restituiva alla sua città 150 anni di storia. Superate tutte le lungaggini burocratiche, finalmente iniziò la fase della ricostruzione. Le ruspe dapprima distrussero quel poco che era rimasto in piedi e poi spianarono il terreno sul quale si apprestava a nascere il nuovo teatro.
La sera del 22 gennaio del 1954 la piazza antistante al teatro s'illuminò gremita di folla, il teatro San Ferdinando nasceva a nuova vita facendo bella mostra di se.
Eduardo De Filippo nel ricostruirlo aveva cercato di restituirgli, quanto più possibile almeno esternamente, l'antico aspetto, privandolo solo dei tre grossi cancelli in ferro, che erano situati sulla facciata, e di due finestre poste ai lati del teatro, mentre all'interno fu realizzato con le più moderne tecniche d'ingegneria ed architettura. Dove prima era situata la platea, Eduardo, fece costruire un bellissimo foyer con grossi lampadari e molte decorazioni mentre il palcoscenico, uno tra i più ampi e moderni mai costruiti, era un vero capolavoro.
La sala era composta da una grande platea, una sola fila di palchi, ai quali Eduardo diede i nomi dei più grandi personaggi del mondo del teatro, da Stella a Cammarano, a Petrolini, Duse, Trinchera ; inoltre v'era un capiente loggione, il tutto per una capacita ricettiva di mille posti a sedere. Per l'occasione il foyer fu arricchito con stupendi arredi che lo stesso Eduardo aveva prelevato dalla sua antica e bellissima casa romana. Inoltre Titina De Filippo provvide al tocco di classe finale con delle
personalissime decorazioni. Gli onori di casa furono fatti per delega di Eduardo stesso dal Principe Gennaro
Carafa, discendente di quel Diomede Carafa dei principi di Colobrano che fu il primo costruttore del teatro San Ferdinando.
Insomma Eduardo aveva concentrato tutti i suoi sforzi verso un unico obiettivo: quello di restituire a Napoli un teatro di cui la città potesse andar fiera e, alla fine, si vide ripagato di tutti i suoi sacrifici. In uno sfavillio di luci , unanimi consensi e tra l'entusiasmo generale Eduardo ritornava alla sua Napoli, ma non quella di palazzo San Giacomo e/o dei vari uffici politici o
burocratici,non a quella incartapecorita che tanto poco aveva fatto per preservare le valide
testimonianze storiche di una cultura che trovava i suoi albori nella lontanissima notte dei tempi, egli faceva ritorno a quella Napoli che lo aveva visto nascere, a quella dei vicoli che fu sua maestra superba, a quella ch'egli stesso amava ed aveva più volte descritto nei suoi tanti lavori, ritornava alla Napoli popolare e
viva. Era quella Napoli che lo aspettava, ed Eduardo non si era fatto attendere e quando era venuto il
momento, si era presentato con un meraviglioso regalo:
Il Teatro San Ferdinando !
Quella sera di gennaio Eduardo scelse, per inaugurare il teatro, un lavoro di Antonio Petito:Palummella zompa e vola . Alla serata d'inaugurazione intervennero le maggiori autorità per tributare omaggio a quell'uomo che, per gratitudine, donava a Napoli uno stupendo e meraviglioso teatro. Gli invitati salutarono con un lunghissima ovazione l'ingresso di Eduardo De Filippo che, tra gioia e commozione, presentò per circa un'ora e mezza una antologia di tutti i suoi lavori.
La prima stagione teatrale del ricostruito teatro di Pontenuovo durò cinque mesi, durante i quali,Eduardo, rappresentò un assortito repertorio che comprendeva il meglio del teatro napoletano. Furono messi in scena :
Palummella zompa e vola (A. Petito)
Miseria e nobiltà (E.Scarpetta)
Signorine e Addio mia bella Napoli (E. Murolo)
Monsignor Perrelli (F.G. Starace)
'A pace d'a casa (D. Petriccione)
Mese Mariano (S. Di Giacomo)
'O professore (L. Bovio)
Pronti vengo (R. Galdieri)
'O cumitato (Costagliola-Chiurazzi)
Montevergine (D. Romano)
Don Giacinto 'a figliata (R.Viviani)
Sarà stato Giovannino (P.Riccora)
Natale in casa Cupiello (E. De Filippo)
In quella stagione la compagnia del teatro San Ferdinando era formata da quanto di meglio c'era nel teatro napoletano infatti, oltre allo stesso Eduardo, spiccavano nomi come Titina De Filippo, Luisa Conte, Tina Pica, Amedeo Girard, Ugo D'Alessio Pietro Carloni, Gennarino Palumbo, ed ancora, Rosetta Dei, Jole Fierro, Thea Prandi, Maria Vinci, Eugenio Maggi, Giuseppe Pica e Nino Veglia. Dopo appena sette anni dalla inaugurazione del teatro San Ferdinando, Eduardo fu
costretto a deciderne la chiusura per mancanza di fondi, ma soprattutto per la latitanza delle pubbliche istituzioni come il Ministero dello Spettacolo che negò al grande artista napoletano ogni forma d'aiuto e di intervento. Infatti nel 1959 il grande drammaturgo napoletano scrisse all'allora ministro dello Spettacolo una lettera aperta nella quale denunciava la precarietà in cui versava il teatro napoletano. Dopo la prima chiusura del 1961 Eduardo, dopo tre anni di tournee! lontano da Napoli, nel 1964 riaprì il San Ferdinando con un progetto alquanto ambizioso, cioè quello di creare una sede stabile del teatro nazionale napoletano, dando vita ad un gemellaggio col Piccolo teatro di Milano, ed affiancando alla direzione Paolo Grassi.
La stagione cominciò con:
Il berretto a sonagli (Pirandello)
Dolore sotto chiave (Eduardo)
Uomo e galantuomo (Eduardo)
L'arte della commedia (Eduardo)
Le baruffe chiozzotte (Goldoni)
La compagnia di Eduardo vedeva nelle sue fila il meglio del teatro napoletano, da Regina Bianchi a Rino Genovese, Gennarino Palumbo, Franco Parenti, Enzo Petito e Carlo Lima; di contro la compagnia del Piccolo teatro di Milano aveva attori del calibro di Carla Gravina, Lina Volonghi, Tino Scotti, Corrado Pani, Mario Valdemarin e Ottavia Piccolo. Sempre nella stagione 1964-1965 al teatro San Ferdinando si alternarono diversi teatri stabili come quello di Firenze, Torino, Trieste, Trento, Genova, Catania e L'Aquila, con testi di Goldoni, Brecht, Svevo, Sciascia, Pirandello, Molière e naturalmente Eduardo. I più bravi e valenti attori italiani recitarono al teatro San Ferdinando, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Carmelo Bene, Turi Ferro, Dario Fo, Franca Rame e, tra gli altri, il gruppo I Gufi. Ma i due avvenimenti più importanti e su cui val la pena di soffermarsi sono datati 22 febbraio e 13 maggio 1965.
Il 22 e 23 febbraio si esibì al teatro di Pontenuovo colui che all'unanimità è stato considerato, dalla critica internazionale - ...il più grande mimo del mondo, un grande artista specializzato in commedie senza parole... - , Marcel Marceau, che in soli due giorni deliziò con la sua arte il pubblico napoletano. Il 13 maggio fu invece la volta di una famosissima coppia americana, due dei più illustri esponenti del cinema e del teatro d'oltre oceano. Lui, Fredric March, due volte premiato con l'Oscar per - Dottor Jeckyl e Mr. Hyde - e - I migliori anni della nostra vita -. Lei, Florence Eldridge, famosissima attrice di cinema e teatro.
Questa stupenda coppia riscosse un successo strepitoso interpretando brani di Frost, Wilder, Seeger e O'Neil. Purtroppo anche questo tentativo di Eduardo di tener alto e vivo il nome del suo
teatro finì miseramente. Il resto è storia dei nostri tempi.
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