Società > I Fondaci


Cosa erano i fondaci ?
Diciamo: tutto, tutto potevano essere fuorché delle abitazioni ! Invece erano proprio delle abitazioni. Molti nomi illustri ne hanno descritto le caratteristiche, dal Villari alla White Mario a Salvatore Di Giacomo. Noi, nel nostro infinitesimale piccolo cercheremo di tracciarne un profilo alquanto telegrafico. Cominciamo col dire che verso la fine del 1870 a Napoli c'erano 108 fondaci suddivisi in tutti i quartieri della città. Molto spesso, essi, erano di proprietà di ricchi signori o di note istituzioni caritatevoli. Come erano fatti questi fondaci: erano delle costruzioni decadenti e di forma circolare, nel cui cortile si affacciavano, su vari livelli, dei terrazzini o balconi dai quali s'intravedevano degli ingressi angusti e bui e del tutto privi di finestre; i bagni, anzi il bagno, era in comune e sversava nel cortile ed all'aperto, in canali di scarsa pendenza , per cui il ristagno era frequente, così come era frequente vedere dei bimbi, o qualcosa che gli somigliava, giocarci intorno. Va da se che in un simile ambiente, ricco di ogni sorta di orridi insetti ed animali e di focolai d'infezioni , la morte faceva da padrone. Qualcuno potrà pensare che la nostra penna, pardon la nostra tastiera italiana 102 tasti, si è lasciata andare al fervore ed alla teatralità della narrativa, purtroppo ciò non è, e per dimostrarvelo facciamo parlare una testimone: signora, chiedo scusa, lei abita in questo fondaco, vuole spiegarci come vive e se è contenta ?

Contenta ? Qui non si può respirare, le ritirate sono in comune e non sono altro che un buco per terra che poi scarica nel cortile, vi lascio a voi immaginare l'odore che ne esce. Pensate che dopo che ho lavorato per più di 18 ore al giorno, pagata una miseria, la notte non posso dormire perché devo cacciare le zoccole che danno a morse ai figli miei. A volte quando tiriamo l'acqua dal pozzo la troviamo mischiata, con rispetto parlando, ai nostri escrementi… eh si, perché spesso la fogna si rompe e tracima nel pozzo, per cui dobbiamo andare a comprare l'acqua per bere e per lavarci.

Pazzesco, capite come viveva questa povera gente ? Per rendere ancora più palese questa situazione, ci spostiamo in quel di Monte Calvario, in una grotta detta deli spagari (lavoratori di spago). La nostra guida ci descrive l'ambiente.

Signurì, come potete vedere la grotta è lunga e stretta ed il pavimento è formato di solo fango, non cercate i divisori ché non ci stanno, solo una linea per terra divide una famiglia dall'altra, non abbiate paura quella paglia che si muove non sono i fantasmi, sono i topi grossi come gatti, come potete vedere qui non manca niente, c'è umidità, malattie, insetti, animali di tutte le specie, bambini rachitichi, bambini malati e, se volete, anche deformi, la puzza c'è e si sente, purtroppo l'unica cosa che manca è l'acqua e la luce, ma no quella a gas, ma quella del sole.

Ecco la cruda e nuda realtà napoletana dell'epoca, caverne, fondaci, bassi sottoposti al livello stradale e, tutto ciò, si paga anche, e profumatamente. Chi è più fortunato può alloggiare in locande, o pseudo tali, ma voi lo sapete quante locande c'erano, per esempio, nel quartiere Porto ? 105 con in tutto 188 stanze, per un totale di 2793 letti, cioè quasi 15 letti per stanza. Ed il bagno ? Quello si trova in cucina ed è solo un buco per terra.
Per il resto è solo camorra e prostituzione, come si dice a Napoli "salvanno 'a pace 'e qualcuno", ma di queste altre due piaghe se ne parlerà in altra sede.

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