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Le catacombe di S. Gennaro sono il complesso monumentale più noto più antico e più vasto. Le catacombe erano fuori dalle mura a circa 1500 metri dalla porta di ingresso. L'ingresso attuale non corrisponde a quello antico; oggi si accede al cimitero da un viale ricavato nei giardini della basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio, a
Capodimonte. Il complesso monumentale si sviluppa su due livelli, il nucleo più antico è il
cosiddetto "vestibolo inferiore" sorto tra la fine del II e gli inizi del III secolo. In origine era un sepolcro probabilmente di una famiglia gentilizia, che dovette
convertirsi al cristianesimo e concedere alla comunità cristiana l'ipogeo e la zona attigua. Lo sviluppo del cimitero fu dovuto alla tomba di S. Gennaro: i suoi resti mortali furono traslati da Pozzuoli verso l'anno 305 e sistemati in un cubicolo dal vescovo di Napoli Giovanni I tra il 413 e 432. Il cimitero subì nel corso dei secoli notevoli trasformazioni, furono aperte nelle pareti alte e lunghe gallerie nelle pareti delle quali si diramavano numerose gallerie più piccole. Il vestibolo superiore risale al secondo decennio del III secolo, era formato da due sale più o meno quadrate collegate fra di loro da una scala di tufo di 5 gradini. Gli ambienti
erano destinati non solo alle sepolture ma anche alle riunioni di culto funebre come sembra confermare la presenza di un banco roccioso.
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