|
Gualtiero Galeota Napolitano verso il 1329 donò ai frati Eremitani di S. Agostino le sue case e i suoi giardini, e nel 1339 gli Agostiniani incominciarono a costruirvi la chiesa e il monastero di S. Giovanni, che fu ultimato nel
1343. Entrando in chiesa la cosa che attira maggiormente gli sguardi è il superbo mausoleo di re Ladislao, voluto dalla sorella Giovanna II regina di Napoli, e che costò al Ciccione 14 anni di fatica. La cappella gentilizia è di forma ottagonale, incominciò a dipingerla il
maestro Stefanone, e la portò a termine il suo discepolo Gennaro di Cola. Nel presbiterio osserviamo la sontuosa Cappella dei Caracciolo Rosso cominciata dal Galeazzo e compiuta dal Nicolantuono con disegno e lavoro di Girolamo Santacroce. Fuori del presbiterio, è sepolto Nicola Cirillo. Uscendo dal tempio di S. Giovanni, c'è l'antica cappella del Crocifisso dei Seripando, eretta verso 1533 che è ora
congrega di giovani studenti. Fuori l'atrio della chiesa c'è una porta che immette in una piccola chiesetta sacra ai Santi Filippo e Giacomo. Nel 1586 Nicola Bernardino Sanseverino cedette questa sua cappella ai PP. Agostiniani che vi eressero la Congrega dei Centuriati di S. Monica. La sua fondazione è incerta, ma lo stile la fa risalire al secolo XV. Discendendo dalla scala principale, nel pianerottolo inferiore c'è una cappella quasi abbandonata detta della Consolazione A Carbonara che dovrebbe essere l'antica chiesa di S. Giovanni costruita da Gualtiero Galeota, ma purtroppo di questo non ne abbiamo alcuna prova.
|