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La chiesa del Carmine Maggiore sorse in Napoli alla piazza Mercato intorno al 1150, quando .in città giunsero un gruppo di frati del Carmelo che portavano con loro un'immagine della Vergine col bambino.
Il volto scuro della Madonna fece si che i napoletani l'adorassero col nome di Santa Maria la Bruna, inoltre aiutarono i frati a costruire una piccola chiesetta dove poter adorare la Vergine. Più tardi, il 29 ottobre del 1268, Carlo I d'Angiò fece uccidere e seppellire nella piazza del mercato,
Corradino di
Svevia e il Duca Federico d'Austria. Il suo successore, Carlo II, su pressioni della Regina Margherita, fece disseppellire i due corpi e li fece traslare nella piccola chiesetta del Carmelo provvedendo, altresì, al suo ampliamento. Questo fatto, però, mutò il culto della chiesetta, in quanto sull'altare maggiore fu posto un affresco della vergine Assunta e il quadro della Bruna fu trasferito in una piccola cappella. Fu solo durante il 1500, anno santo in Roma, che per eventi miracolosi e non, essendosi recati dei napoletani a piedi a
Roma con l'effige della Bruna, adorata da Papa Alessandro VI, che al Carmine fu ripristinato il culto della Madonna del Carmine. Nella chiesa, tra mirabili affreschi del Solimena, riposano, oltre a Corradino,
Masaniello ed Aniello Falcone.
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