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La piccola chiesa, sede della Compagnia della Disciplina della Croce, chiusa da
tempo e spoglia dei suoi arredi, presenta una sobria facciata. La Compagnia,
votata al culto della Croce, introdotto a Napoli da religiosi orientali,
scampati alle vicissitudini dell'Impero Romano d'Oriente, nacque intorno al 1290
e fin dagli inizi contava membri del popolo e della nobiltà. Al 1420 si data la
ricostruzione dell'oratorio e della cappella ad opera dei cardinali Rainaldo
Brancaccio e Astorgio Agnese, raffigurati nella miniatura del foglio di guardia
di un codice della seconda metà del Quattrocento, conservato nell'archivio
della Compagnia. Il re Ferrante d'Aragona concesse all'Ordine la tavola con la
Deposizione di Cristo, in cui sono rappresentati il sovrano e i membri della sua
famiglia, ma poi - stando alla tradizione - la sede della Compagnia divenne il
centro della congiura dei Baroni contro lo stesso Ferrante, che sospese le
adunanze per più di sessant'anni (dal 1485 al 1551) e da quel momento il
sodalizio fu costituito da solo nobili. La vita associativa riprese nel Seicento
e dalla metà del secolo la chiesa fu trasformata, prima da Dionisio Lazzari,
poi da Arcangelo Guglielmelli, con una ricca decorazione di stucchi, un
pavimento in cotto e maiolica che riveste l'intera chiesa, ornato con volute
floreali e nature morte, eseguito da Giuseppe Massa nel 1756, e una lastra
tombale a rilievo di Bartolomeo del Sasso, datata 1367. Nell'oratorio il
pavimento a mattonelle in terracotta e maiolica e il soffitto a cassettoni sono
stati rifatti su modello antico attorno al 1930. Eleganti, ma in cattivo stato
gli stalli lignei che rivestono le pareti dell'ambiente, decorati con figure
fantastiche dell'intagliatore Nunzio Maresca (1603). Annesso alla chiesa è il
giardino, oggi in abbandono, un tempo decorato con "grottoni d'agrumi e
pergola", fontana e viali ammattonati e nicchie affrescate ornate da
stucchi e sedili. Degli affreschi con Storie di Cristo sulle arcate del muro di
cinta s'individua solo la scena con Cristo e la Samaritana.
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