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Al centro dell'omonima via, sorge la cattedrale del Duomo di Napoli, anticamente dedicata alla Vergine Assunta. Nei tempi antichi vi sorgeva il tempio di Apollo, poi fu la dimora del primo Vescovo di Napoli, Sant'Aspreno ed infine nel 300 nacque la Basilica Costantiniana. La Basilica, riedificata nell'800 in quanto verso la fine del 700 era stata distrutta da un furioso incendio, divenne la dimora per le spoglie di tutti i vescovi napoletani che, ad opera di S. Giovanni IV, ebbero il loro sepolcro. La ricostruzione avvenne durante la dominazione angioina, ad opera di Carlo I d'Angiò e fu portata a termine da Re Roberto nel 1409. Un forte terremoto lo distrusse in gran parte nel 1456 e Alfonso I D'Aragona ed i nobili napoletano si fecero carico di ricostruirlo in stile gotico. Nel corso dei secoli, e cioè fino alla fine del 1800, il Duomo ha subito diverse modifiche strutturali ed estetiche, ad opera del Cardinale Carafa, del Cardinale Spinelli, del Cardinale Caracciolo ed infine, del Cardinale Riario Sforza. La splendida porta del Duomo é opera di Bamboccio su commissione del Cardinale Minutolo del 1407. Nel Duomo sono conservate nobilissime spoglie mortali, tra cui quelle di Carlo I d'Angiò e Carlo Martello d'Ungheria, inoltre si trova la Cappella di San Gennaro, detta Cappella del tesoro. Anticamente le reliquie della testa e del sangue del santo erano conservate in una piccola cappella, ma il sette giugno del 1608 iniziarono i lavori della nuova Cappella; la prima pietra, posata da Fabio Maranta Vescovo di Calvi, porta incisi i nomi dei sette santi patroni della città: Gennaro, Agrippino, Agnello, Aspreno, Eufebio, Severo ed Attanasio ed in ultimo Tommaso d'Aquino. I Lavori, sotto la direzione dell'architetto Negri Teatino, costarono cinquecentomila scudi.

 

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