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Chiatamone originariamente era una rupe contro la quale si infrangevano le onde del mare, ed alla cui sommità il patrizio romano Lucio Licinio Lucullo aveva, di fatto, creato un luogo di ozi e delizie. Deriva dal greco platamòn,
cioè roccia marina scavata da grotte, poi nel corso dei tempi si trasformò in Platamone (alcuni pensarono fosse un giardino di platani), poi in Piatamone e, ancora Sciatamone come ci riferisce il Parrino "A ragione si può dire dal volgo Sciatamone, dal fiato, che i napoletani chiamano sciato,
perché spesso muove l'affetto a respirare". Secondo questa teoria, per cambiare la volgarità del termine, fu chiamato Fiatamone, così come si legge in una stampa francese dell'800. Al Chiatamone si trovava il casino del principe di Francavilla, poi divenuto Hotel Hassler, l'Albergo delle crocelle (1700) e il palazzo Caramanico, dove visse e morì Bartolommeo Capasso.
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