I Luoghi > Le Vie > Spaccanapoli


La strada che in gran parte è quella che era il decumano della Napoli greco-romana è così chiamata perchè, a guardarla dal belvedere della Certosa di S. Martino, divide in due parti quella che era la Napoli ottocentesca. Spaccanapoli comincia dall'angolo di via Roma con la breve strada Maddaloni. Attraversata Via S. Anna dei Lombardi e percorsa Domenico Capitelli (gia Via Quercia) si giunge in Piazza Gesù Nuovo.Questa piazza si chiamò, in epoche antecedenti, Piazza Trinità Maggiore e Piazza Guglielmo Oberdan. Lasciata Piazza del Gesù, subito dopo a destra, la chiesa di S. Chiara. Questo magnifico tempio trecentesco , rinnovato nel 700, fu quasi interamente distrutto dall'incursione aerea del 4 agosto 1943. Con coraggio e pazienza la chiesa è stata ricostruita e le linee principali sono state mantenute, ma non ci sono più i dipinti dei de Mura, Di Maio, Bonito ecc. Nell'ultima cappella a destra prima della sagrestia riposano i resti di trenta tra re e regine tra cui il sarcofago di Maria Cristina di Savoia, prima moglie di Ferdinando II di Borbone. Uscendo da S. Chiara si trova Via Benedetto Croce. Alla strada è stato dato il nome dell'insigne filosofo dopo la sua morte perchè abitava al n. 12, nel Palazzo Filomarino già dei Sanseverino, principi di Bisignano. Via Benedetto Croce termina nella Piazza S. Domenico Maggiore, una delle più importanti della Napoli antica. Al centro della piazza si eleva una guglia sormontata dalla statua bronzea di S. Domenico che fu voluta dal popolo per la peste del 1656. Visitare S. Domenico Maggiore è importante per le opere d'arte che si possono vedere come quelle di Luca Giordano, Tino da Camaino, Tiziano, Caravaggio, ma è la sagrestia che offre uno spettacolo inusitato:alzando gli occhi si vede una balconata sulla quale sono poggiate 40 casse di diverse dimensioni a forma di baule che in realtà sono dei feretri che contengono i resti dei re, dei principi ed illustri personaggi Aragonesi. Solo la cassa di Alfonso d'Aragona è vuota perché le spoglie furono portate in Spagna nel 1667. Appena dopo Piazza S. Domenico viene la piazzetta Nilo,nome derivato da una colonia alessandrina ai tempi dell'impero romano. nel vicino Largo Corpo Napoli, a ricordare la colonia , c'è la statua del Nilo che i napoletani credettero, in seguito, d'identificare nel "corpo di Napoli",donde il nome rimasto.Appena oltrepassata la statua del Nilo "Spaccanapoli" prende il nome di Via S. Biagio dei Librai, nome dovuto alla corporazione dei librai,appena inizia la strada c'è il palazzo Carafa dove nacque,nel 1476, Gian Pietro Carafa, il, futuro Paolo IV."Spaccanapoli" oltre Via Duomo prosegue e prende il nome di Via Vicaria Vecchia, così chiamata perchè nel '400 c'era il palazzo del vicario, nome che in seguito fu dato a Castel Capuano quando vi furono riuniti tutti i tribunali.Più oltre la strada prende il nome di Forcella e termina dove una volta si ergeva la Porta Furcillensis. Via Mezzocannone non era così spaziosa come lo è attualmente e si chiamava Fontanula o Fontanola per la presenza di una piccola fontana. Verso la fine del '400 la fontanella fu sostituita da una fontana più grande nella cui vasca c'era una statua che raffigurava un uomo basso e tozzo. Per il popolino che chiama un uomo di bassa statura "'o miez'ommo",la statua divenne "'o miez'ommo d'ò cannone" intendendo per cannone il cannello da cui sgorgava l'acqua. Per comodità il nome fu poi abbreviato in "miezo cannone" e anche quando dopo il risanamento la fontana fu rimossa, rimase il nome, italianizzato, di Mezzocannone.

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