I Borbone > Maria Carolina d'Austria


Il 7 aprile 1768 ebbe luogo a Vienna il matrimonio tra Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina, figlia di Maria Teresa e Francesco d'Austria. Maria Carolina era la sorella minore di Maria Giuseppa, promessa sposa a Ferdinando IV e morta di vaiolo pochi giorni prima del matrimonio; Ferdinando chiese allora che Maria Giuseppa fosse sostituita con una delle sorelle, per cui l'Imperatrice d'Austria scelse Maria Carolina, in quanto l'altra sorella, Maria Amalia, era più grande di Ferdinando. Donna molto bella, nonostante le numerose gravidanze, aveva un bel viso ovale, occhi azzurri e soprattutto dei denti bianchissimi, cosa molto rara per quei tempi. Esercitava sugli uomini un fascino irresistibile, e li dominava con il fuoco delle sue passioni, e della libidine che ardevano in lei. Sin dal 1775, dopo ben quattro gravidanze, la regina chiese di poter esercitare il suo diritto di far parte del Consiglio di Stato e fu spinta da ciò non solo dalla fiamma dell'ambizione che ardeva in lei, ma anche dal disinteresse del marito, che preferiva dedicarsi ai piaceri della caccia della pesca e delle damigelle compiacenti e generose. Mentre suo marito si divertiva, Maria Carolina cominciò a dedicare il suo tempo ad occupazioni più serie, riunì intorno a se un piacevole gruppo di persone e sfruttando al massimo la sua educazione Viennese cercò di guadagnarsi la fiducia dell'èlite napoletana. Volitiva ed impetuosa, convinta di essere nata per governare, trasformò la Corte in un centro sociale più brillante e cosmopolita. Maria Carolina pensava che una buona flotta era necessaria per rendere più moderna la marina napoletana, e nonostante a Napoli non mancassero valenti uomini di mare, interessò suo fratello il Granduca di Toscana, un ufficiale dotato di forti capacità. Giunse così a Napoli colui che sarà uno dei protagonisti della storia napoletana degli ultimi decenni del XVIII secolo: John Acton, di nazionalità inglese che sostituì, nel ruolo di favorito della regina, il principe di Caramanico e finì con l'essere considerato da tutti l'amico del cuore della sovrana. Maria Carolina non conosceva mezze misure, da una accesa passione passava ad un odio irrefrenabile, non conobbe il conforto né della pietà né del perdono. L'ambizione per il potere la spinse a circondarsi di figure squallide e prive di scrupoli ma anche di uomini prestigiosi come l'ambasciatore inglese Hamilton e la giovanissima moglie di costui, Emma Lyon. Si servì della sua amicizia con Lady Hamilton per sottomettere al suo volere l'ammiraglio Nelson, del quale si servì nella guerra contro la Francia, scaturita soprattutto da un odio feroce per quello che avevano fatto alla sua amatissima sorella. Fu vendicativa e spietata nei confronti dei giacobini napoletani. Ne fu esempio l'arresto e la condanna di Eleonora Pimentel Fonseca, fondatrice di un giornale repubblicano chiamato "Il Monitore", alla quale negò di essere decapitata anzicché impiccata (cosa che fu concessa, invece, a Luisa Sanfelice), non accordandole questo privilegio poiché non la ritenne appartenente alla nobiltà napoletana. Maria Carolina morì nel Castello di Herendorg nel 1814 colpita da un attacco apoplettico. Il re Ferdinando non rispettò il periodo di lutto e dopo soli due mesi sposò la sua amante Lucia Migliaccio, vedova del principe di Partanna. Il principe ereditario che non approvava il matrimonio fece osservare al padre che la sposa aveva battuto troppo la cavallina, al che il re si difese con le seguenti parole: "penza a mammeta, figlio mio, penza a mammeta". A Napoli in quel periodo si diffondeva il sonetto: " Io Carolina, ipocrita,tiranna e prostituta..." ...ma si sa. il popolo napoletano é sempre stato caldo, passionale e volubile.

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