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Lo scoppio della rivoluzione francese del 1789, non preoccupò per nulla Ferdinando IV e Maria Carolina, oltretutto la politica neutrale del marchese Tanucci aveva tenuto il regno lontano dagli eventi bellici. Ma i fatti luttuosi del 1793, preceduti dalla nascita della Repubblica Francese nel 1792 destarono non poca preoccupazione nei sovrani di tutta Europa, napoletani compresi. Essi cominciarono a vedere nei francesi un pericolo reale per tutte le monarchie. Ferdinando, quindi, aderì alla lega anglo-napoletana del 12 luglio 1793. Fin dai primi del '94, a Napoli, già serpeggiavano movimenti liberali quali il
REOMO (repubblica o morte) ed il LIOMO (Libertà o morte) che iniziarono a cospirare contro la monarchia, ma che scoperti videro in Vincenzo
Galiani, Emmanuele De Deo e Vincenzo Vitaliani i loro primi martiri, essi furono giustiziati il 18 ottobre del 1794.Dopo una breve pace, le ostilità coi francesi ripresero nella seconda metà del '98 al fianco dell'Austria; ma il precipitare degli eventi bellici costrinse Ferdinando IV e famiglia, il 23 dicembre 1798, ad una precipitosa fuga a Palermo. A Napoli rimase il generale Francesco Pignatelli ed i
lazzari, ma solo per poco, in quanto il 16 gennaio del 1799, il giorno dopo della presa, da parte dei rivoluzionari, di
Castelnuovo, Castel dell'Ovo e Castel Sant'Elmo, raggiunse la famiglia reale in Sicilia. I
lazzari, lasciati soli al loro destino, si batterono strenuamente e fino alla morte, ma nulla poterono per fermare, il 23 gennaio del 1799, l'ingresso in città del generale francese
Championnet.
La repubblica partenopea durò solo cinque mesi ed ebbe due governi, uno provvisorio ed un altro definitivo. Essa vide tra le sue fila annoverarsi i maggiori intellettuali napoletani, come il
Lauberg, Vincenzo Porta, Gabriele Manthonè, Riario Sforza, Domenico Cirillo, Mario Pagano, Giuseppe Serra di Cassano e Luigi
Carafa. Pochi giorni dopo, il 7 febbraio, il cardinale Ruffo era sbarcato in Calabria ed a marzo l'aveva riconquistata, i Borbone erano ripartiti alla conquista del regno.Ad aprile, la flotta inglese, aveva ripreso Ischia, Capri e Procida ed il 13 giugno l'esercito sanfedista entrò in Napoli. I repubblicani si asserragliarono a Castel Sant'Elmo e vi uscirono solo dopo la firma di un patto che, a fronte dell'esilio in Francia, prometteva la salvezza.
Purtroppo l'ammiraglio Nelson, complice Maria Carolina, rinnegò il patto, impiccò l'ammiraglio Caracciolo e, con la benedizione di Ferdinando, giustiziò i rivoluzionari .
Era la fine della Repubblica napoletana.
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