I Borbone > La Repubblica Napoletana del 1799 > Luisa Sanfelice


Luisa Sanfelice: patriotta, eroina, giacobina o , più semplicemente, vittima ?
Direi che il numero dei nostri nemici non aumenterà di certo se optiamo per "vittima suo malgrado". Vediamo, però, brevemente di tracciare un quadro, sia pure miniaturistico della sua vita, anzi facciamo di più, ascoltiamolo dalla sua "viva" voce:
- Signora Luisa, potrebbe essere così gentile da raccontarci un po' di lei ?
- Certo, con estremo piacere: io sono nata a Napoli il 28 febbraio del 1764, papà era Don Pietro de Molina, cadetto di Spagna, e mammà era Camilla Salinero. La mia infanzia è stata abbastanza tranquilla, agiata, insomma non mi potevo proprio lamentare.Tutto filava liscio, fino a quando non ebbi la ventura/sventura di incontrare Andrea Sanfelice, che poi era il nipote di mio nonno materno, Tommaso, che era il fratello di Anna, appunto la madre di Andrea. Voi mo' vi domanderete perché dico ventura/sventura ?
- No
- E io subito ve lo spiego: all'inizio, quando ci sposammo nel 1781, io ero un fiore, tutto andava bene, e specialmente a letto ma poi..., insomma il vizio del gioco, beveva, stavamo sotto al debito e più di una volta dovette intervenire Re Ferdinando IV per apparare. L'ultima volta mi chiuse in un convento da dove, naturalmente scappai per vedermi con Andrea. Le cose non andavano più bene, mio marito mi cornificava puree ed io, senza offesa, non gli ero da meno, tanto si viveva da separati in casa.La vera svolta nella mia vita accadde quando incontrai Gerardo Baccher e fui introdotta nei salotti giacobini, dove conobbi ...intimamente anche Vincenzo Cuoco e Ferdinando Ferri. Mo' che capitò che il Cardinale Ruffo stava per riconquistare Napoli e i realisti, tra cui i Baccher, tramavano contro i repubblicani, Gerardo mi portò un salvapassare o qualcosa del genere, ma quando lui andò via entro Ferri, quello è sempre stato un poco rattuso e nel mettermi le mani in petto, trovò il biglietto.
- Salute !
- Io cercai qualche scusa ma non la trovai, così Ferri lo disse al Cuoco, la congiura fu scongiurata e i Baccher passarono i guai loro. Nel frattempo una certa Donna Eleonora Pimentel Fonseca, una giornalista, scrisse che il merito di questo fatto era tutto mio e quando la Regina Maria Carolina tornò a Napoli mi fece arrestare.
- E mo' ?
- E mo sono su questo carro e mi stanno portando su un palco a piazza mercato dove mi aspetta la decapitazione, aiutatemi ve ne prego...
- E' la mattina dell'11 settembre 1799, Luisa sale sul patibolo, appoggia la testa, la mannaia sbaglia il colpo le trancia la spalla, il boia, tirandola su per i capelli cava un coltella e la scanna.

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