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I Borbone > Rapporti commerciali con la Russia |
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Correva l'anno 1779 Ferdinando IV, appena ventinovenne, invia in Russia il Duca di San Nicola, Muzio da Gaeta. Arrivato a Pietroburgo, il Duca, dovette subire il duro e rigido clima al quale non riuscì ad adattarsi, per cui entro pochi anni fu sostituito dal Duca di Serracapriola, Antonio Maresca Donnorso, mentre il russo Razumovshij fu sostituito (per i rapporti intimi, sembra, con Maria Carolina) con Skavronskij. Tutto ciò prendeva spunto dalla voglia di emancipazione economica del regno delle due Sicilie. Il 17 gennaio del 1787, A tsarskoe-Selo, fu firmato un trattato tra Napoli e la Russia articolato su trentanove articoli che andavano dall'affermare i rapporti d'amicizia tra i napoletani ed i russi, al fatto che in caso di guerra i rispettivi governi concedevano un anno per la regolarizzazione dei rapporti commerciali pendenti. Fu, quindi, aperto ai napoletani il Mar Nero, questo però non fu sufficiente a creare un solido scambio commerciale tra i due regni, anche a causa di eventi bellici. Si dovette aspettare il 1787 per vedere alcuni bastimenti russi attraccare a Napoli con carichi di legname, mentre nel 1789 la situazione migliorò, dopo il calo dell'anno precedente, mentre nel 1790 a Napoli arrivava solo l'Esperance carica di ferro. Va, comunque sottolineato che i traffici commerciali tra il Regno di Napoli e quello Russo erano resi difficoltosi dalle distanze enormi e dalle oggettive difficoltà. Poche furono le possibilità che si presentarono al Duca di Serracapriola fino al 1813 (rimase in carica oltre quarant'anni), ma il tentativo, che comunque produsse dei frutti era da encomiare, in quanto era il segnale di un'attività economica, fiorente e sempre alla ricerca di nuovi mercati e quindi nuova ricchezza. |
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