I Teatri > Bellini


Il 19 novembre del 1864, la notizia dell'apertura del Teatro Bellini veniva così riportata: 

"li prezze so: na lira e meza li primme poste, na lira li secunne poste, e 50 centesime li terze poste. Pe li diverze punte addò ànno da sta le carruzzelle, la Questura à ordinato ca se facesse no singo nterra onne da llà non potesseno ascì." 

Il teatro sorgeva poco distante dall'attuale Bellini, e precisamente all'angolo di Piazza Dante, accanto al Palazzo Tommasi. Il teatro fu inaugurato dalla compagnia Equestre Guillaumme, che ebbe un successo assolutamente eccezionale, anche se ebbe un effetto deleterio sulla fantasia dei bambini; a tale proposito Salvatore Di Giacomo scrisse di Vincenzo Gemito, un bambino di dodici anni che era a bottega dallo scultore Emanuele Caggiano, che affascinato ed incuriosito dagli spettacoli volle emulare le gesta di un artista ,definito uomo polipo, rimanendo tra la vita e la morte per quasi quattro giorni. Il teatro rimase chiuso per un mese, riaprendo i battenti per ospitare la Piedigrotta di Luigi Ricci, e poi rappresentando generi diversi come la prosa, la lirica, arte varia e funambolica fino alla sera del 14 aprile del 1869 quando un incendio distrusse l'edificio.Dopo nove anni, e precisamente il 6 febbraio del 1878 fu inaugurato il nuovo Bellini, poco distante dal vecchio, in Via Conte di Ruvo, la strada che unisce Costantinopoli con via Pessina. Fu progettato dall'architetto Carlo Sorgente, che lo realizzò con ricchissime decorazioni, sia sulla platea, realizzata a forma di ferro di cavallo, che sui cinque ordini di palchi e sul loggione. Il teatro fu inaugurato con l'opera "I puritani ei cavalieri" di Vincenzo Bellini, destinando così il teatro alla lirica per molti anni. In seguito ospitò spettacoli di prosa, operetta e teatro dialettale fino al 1915 quando fu impiantato uno schermo per la proiezione di pellicole cinematografiche.Molti sono gli attori che hanno calcato le tavole del Bellini, da Sarah Bernhardt a Eduardo Scarpetta,da Eleonora Duse a Raffaele Viviani. fino al 1963 quando"Masaniello" presentato da Nino Taranto, Erminio Macario e Miranda Martino, fu l'ultima rappresentazione teatrale. Per anni fu un lurido cinema, fino a quando Tato Russo ne fece la sede della sua compagnia e nel 1988 con "L'Opera da tre soldi"riportò il Bellini all'antico splendore.

 

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