I Teatri > La Stanza dei Genovesi


Trovandosi a passare per via Medina non si può fare a meno di soffermarsi ad ammirare la bella chiesa di San Giorgio dei Genovesi, edificata da Bartolommeo Picchiatti e santificata nel 1620. Ma al passante, distratto dallo stato di totale abbandono in cui versa l'edificio,sicuramente sfuggirà che quattro secoli or sono al posto di quel luogo di culto sorgeva,ad opera di Giulio Cesare Laudisiello, il primo teatro stabile napoletano: 

La stanza della Commedia di San Giorgio de' Genovesi 

Il primo impresario ad agire in quel teatro fu Carlo Fredi che, con lo pseudonimo di Lutio Fedele creò la prima compagnia stabile napoletana. Bartolomeo Zito, Silvio Fiorillo, Ambrogio Buonomo, Natale Consalvo, i nomi di spicco di questa compagnia, destinati ad entrare nella storia del teatro napoletano per motivi che andavano ben oltre la semplice appartenenza alla compagnia del Fedele Lo Zito fu il primo, vero Dottor Graziano; Silvio Fiorillo, ottimo capitan Mattamoros, fu considerato a giusta ragione l' inventore della maschera di Pulcinella ed il primo a rappresentare un testo che avesse nella maschera acerrana il protagonista; Ambrogio Buonomo fu il primo Coviello che la storia del teatro ricordi; mentre a Natale Consalvo, va il merito di aver creato la maschera di Bertolino. Potremmo, quindi, tranquillamente affermare che la Stanza di San Giorgio fu la culla del teatro napoletano e che,sebbene abbia avuto breve vita, rappresenta una pietra miliare sulla strada dell'evoluzione del teatro partenopeo. Tragedie, Commedie e Pastorali formavano il repertorio della compagnia di Fedele e queste rappresentazioni venivano , sempre intervallate da "Intermedi", cioè da scherzi comici nei quali gli attori , con lazzi e battute a soggetto, si prodigavano per ...tirare su il morale all'affaticato spettatore di tragedie. Quando la Stanza di San Giorgio fu abbattuta per far posto alla chiesa, la compagnia si sciolse ed i vari Zito e Fiorillo cercarono altrove le loro fortune, continuando fino a tarda età a profondere sforzi per quello che ormai era la loro vita: il teatro napoletano.

 

Torna indietro

 

Realizzato da NapoliWeb ® S.r.l. - Tutti i diritti riservati © 2001

 

Torna alla Home Page